LE PROVE
Le prove , un caleidoscopio di sensazioni
Qualche volta provocanti, stimolanti se e' il canto a guidarle, ma in realta' quasi sempre stressanti.
Un vecchio saggio sentenziava:"Di venere e di marte non si sposa, non si parte, ne' si fa principio all' arte".
Il coro ha voluto sfidare il proverbio e ha programmato le prove per tutti i martedi' e i venerdi' che il calendario ci propina per undici mesi l' anno, con esclusione del solo mese di agosto.
Le prove, e non è un bisticcio di parole , sono la prova della voglia di esistere di un coro , della capacità di amalgamare i gusti canori dei coristi e del maestro. E per quanto riguarda il maestro sono la spia rossa della sua riserva di pazienza.
Perchè non per tutti le prove sono sinonimo di impegno costante: per malattia, per motivi di lavoro o di famiglia, spesso e volentieri per pigrizia o indolenza, non è detto che la presenza bisettimanale sia regolarmente rispettata.
Ad eccezione , ovviamente , del maestro . Ed è sufficiente sottolineare con molta serenita' anche solo questo aspetto per augurare a tutti i coristi che quella benedetta riserva non si esaurisca con il tempo. Tutto cio' non significa comunque che le prove siano solamente abbruttimento canoro legato a ferrei regolamenti di disciplina.
Concentrazione e applicazione non possono latitare. Ma le prove sono e devono essere anche momenti di scambio di sensazioni , di pareri e consigli, di qualche pausa per un bicchiere di vino, qualche risata , qualche barzelletta . Perchè si sta parlando, in sostanza, di una trentina di volontari dilettanti e non di professionisti del canto o di personaggi teutonicamente inquadrati.
Una trentina di teste piu' o meno pensanti, ma libere di esprimere le proprie opinioni , desiderose piu' che altro di non perdersi due ore di buona compagnia.