14 maggio 2005 - Parma - 78° Adunata Nazionale Alpini –

 

Dopo la positiva esperienza del 2004 a Trieste quest’anno lo Scricciolo ha provato l’esperienza dell’edizione di Parma.

Partiti nel nuvoloso primo pomeriggio di sabato, suddivisi su quattro automobili ed un camper, i nostri cantori sono stati accolti nel campo magistralmente allestito dal gruppo alpini di Cameri nel quale molti hanno pernottato.

 

Dopo una merendina e riscaldamento della voce ecco la partecipazione alla messa del sabato, celebrata nella Chiesa di S. Patrizio di Parma. Una toccante ed assai realistica omelia, tenuta da padre Franco, ha suscitato ai presenti riflessioni e domande sulla concretezza dell’essere.

Nell’occasione il coro ha offerto una pregevole interpretazione dei canti liturgici; presenza premiata da uno spontaneo ed inatteso applauso, dei circa centoquaranta presenti, tanto da commuovere i più sensibili coristi.

 

Una cena frugale consumata al campo degli alpini, a suon di panini e qualche sorso di vino e poi via, di buona lena a piedi verso la Chiesa di S. Uldarico dove lo Scricciolo era atteso per la rassegna canora insieme al coro G. Paulli di Cremona.

L’attraversare la città ci ha dato modo di prendere atto, anche se fugacemente, dell’incipiente festa degli alpini.

“Logisticamente” parlando Parma non è risultata alla stessa stregua di Trieste.

Date la caratteristiche di viabilità cittadina più che una festa alpina pareva risultare una fiera sotto l’egida del nome “alpina”: bancarelle di ogni genere, “paninari” e “vu’ cumprà” mal disposti lungo le strade cittadine, il tutto accompagnato da musiche andine che nulla avevano a che fare con il tema dell’ adunata.

Durante il trasferimento un po’ di pioggia ha spronato i cantori ad allungare il passo riuscendo giungere appena in tempo per il concerto. Un solo canto per riscaldare le ugole e subito il coro G. Paulli, ha dato il via alla serata.

È stato, il loro, un concerto incentrato sui canti alpini, eseguiti con precisione, buona intonazione e con una grande potenza di voce che può esprimere un coro di circa 40 elementi, alcuni dei quali veramente dotati di ottima vocalità.

Grazie al repertorio coinvolgente, nonchè alle doti istrioniche del direttore M.o. G. Scolari... il coro G. Paulli ha magistralmente coinvolto il pubblico che ha ricambiato la superba rappresentazione con calorosissimi applausi e richieste di bis gridate a piena gola.

Prendere la scena dopo una così apprezzata interpretazione avrebbe messo in difficoltà qualsiasi gruppo corale.

 

E’ stato possibile continuare la serata solo grazie all’ abilità introduttiva di Armando, il nostro direttore, che ha trovato le giuste argomentazioni per collegare l’esperienza del Coro Scricciolo e del suo delicato repertorio alla interpretazione del coro Paulli.

Benchè si registrassero le assenze di un baritono, un basso, due secondi ed un primo, che per un coro non numeroso come lo Scricciolo rappresentano una alta assenza in termini percentuali, abbiamo cantato complessivamente bene, con buona concentrazione e precisione riuscendo a trasmettere emozioni che il pubblico non ha lesinato a recepire e ricambiare con numerosi applausi.

In modo particolare il parroco si è complimentato per la scelta dei canti presentati e la loro “dolcezza”.

Per la soddisfazione dei presenti, al termine, i due cori uniti in unica realtà hanno presentato i canti : “La montanara” e “Signore delle Cime”. Quindi, a voci unite, lo spettacolo è continuato sul sagrato della chiesa dove sono stati intonati parecchi canti attirando un folto pubblico di passanti.

 

La vera festa è continuata passeggiando per il centro di Parma.

Come già a Trieste, dove era stato possibile fare più canti in un ambiente più sentimentalmente accogliente, anche a Parma ogni volta che si cantava si formava, pian piano, un cerchio di appassionati alpini. Purtroppo non ci eravamo portati del vino pertanto le gole riarse hanno iniziato a reclamare un pò di refrigerio, da alcuni rimediato con qualche birra acquistata presso esosi banchetti lungo la via. Gole messa alla prova anche dalla scarsità dei coristi in quanto circa la metà, per impegni personali, sono stati costretti a far immediatamente ritorno a casa privando, i rimanenti, della loro presenza e limitando la possibilità di cantare per le piazze.

 

I rimasti, nonostante il caos, riuscivano a far ritorno al campo per prendere posto sulle brande, predisposte dagli amici alpini, sotto la capiente tenda. Calato il primo sonno sono iniziati i rientri a gruppi degli ultimi alpini e con essi scherzi, sbrandamenti, rimproveri ai più feroci russatori mai sentiti e così, di rimbrotto in risata ed imprecazioni si sono fatte la 4 quando finalmente il sonno vinceva su tutto. Alle 6 e 30 tutti in piedi per la colazione e subito dopo lo smantellamento del campo onde permettere a tutti di partecipare alla sfilata, momento apice della giornata.

Benché circa metà coro sia tornato a casa la sera del sabato, facendo mancare quello spirito di gruppo, si può certamente dire che il Coro Sricciolo ha dimostrato che, quando vuole, sa cantare ed anche bene. Ancora una volta è spiacevole annotare la quasi totale assenza dei giovani coristi, tranne Raul e Marco, e questo anche a discapito della vivacità che un più nutrito numero di giovani avrebbe contribuito a portare

 

 

78° Adunata A.N.A.                                                                                                                 Attilio/Raul 19/07/2005